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Il femminicidio di Angela Avitabile a Rimini

Angela Avitabile, 62 anni, veniva uccisa dal marito Raffaele Fogliamanzillo nel corso della serata del 22 aprile 2022 a Rimini.

Angela Avitabile

La coppia originaria di Napoli, viveva da anni a Rimini. I due, sposati da circa 40 anni, avevano tre figli adulti. La sera del 22 aprile si trovavano nell'appartamento della figlia, per accudire i nipotini. L'uomo, forse al culmine di un litigio, aggrediva la moglie con un coltello. La donna, durante l'aggressione, avrebbe cercato di difendersi, ma veniva  raggiunta da 12 fendenti, due dei quali si sono rivelati fatali, uno alla giugulare e l'altro alla carotide. Fortunatamente i bambini in casa non avrebbero assistito alla tragedia.

L’uomo si allontanava quindi dall'abitazione, per poi presentarsi alla Questura di Rimini, per confessare di aver ucciso la moglie. Nel frattempo i vicini di casa accortisi del drammatico accaduto allertavano le forze dell'ordine. Gli agenti di Polizia, sul luogo del delitto, trovavano la vittima esanime, ormai deceduta, con molteplici ferite d'arma da taglio.

Fogliamanzillo, arrestato in flagranza di reato per omicidio volontario aggravato dall'aver commesso il fatto ai danni della moglie, al termine dell'interrogatorio, è stato condotto in carcere. Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso che l'uomo soffriva di una sindrome ansiosa depressiva certificata dall'Asl e per la quale stava seguendo un trattamento in un Centro di igiene mentale. Questa ossessione, che spesso sfociava in episodi di maltrattamento lo avrebbe portato erroneamente ad essere convinto che la moglie lo tradiva. La signora Avitabile aveva chiesto l'intervento dei Carabinieri in diverse occasioni: il 30 settembre 2021, quando il marito le aveva messo le mani al collo, e il 4 gennaio 2022, quando lo stesso l'aveva minacciata. Il successivo 28 febbraio la donna aveva sporto una formale denuncia, così da avviare in Procura un fascicolo d'indagine per maltrattamenti in famiglia.

Angela però, nonostante tutto sottovalutava gli atteggiamenti dell'uomo e avrebbe rifiutato all'offerta di trasferirsi in una casa protetta, preferendo rimanere nella sua abitazione a Rimini. La donna viveva nello stesso stabile dove risiedevano anche la sorella e la figlia, in appartamenti adiacenti. Per questo credeva di essere al sicuro e di poter gestire il marito, ma purtroppo non è stato così.‍ Durante l’udienza di convalida dell'arresto Fogliamanzillo avrebbe ammesso il litigio con la moglie e  la violenta discussione in cui l’avrebbe accusata di tradimento. L’uomo però riferiva anche di non ricordare esattamente cosa era successo nell'ultima parte dell'aggressione, tanto da mostrarsi incredulo sulla morte della moglie. Nelle settimane seguenti la Procura aveva disposto l'esecuzione di una perizia psichiatrica. L'esame del consulente incaricato dagli inquirenti aveva stabilito che il sessantaduenne era incapace di intendere e di volere, pur essendo in grado di partecipare al processo.