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Il femminicidio di Nataliya Kyrychok a Fanano di Gradara

Natalia Kyrychok, 61 anni, la sera del 26 dicembre 2021 veniva trovata morta nell'abitazione a Gradara in provincia di Pesaro e Urbino.

Nataliya Kyrychok

Natalia Kyrychok, 61 anni, la sera del 26 dicembre 2021 veniva trovata morta nell'abitazione in cui risiedeva insieme al marito Vito Cangini, pensionato di 80 anni a  Fanano, frazione del comune di Gradara in provincia di Pesaro e Urbino. La donna era originaria dell'Ucraina, ma da molti anni viveva e lavorava in Italia.

Fu proprio il coniuge, durante una telefonata al ristorante di Misano Adriatico (Rimini) dove la donna lavorava come cuoca a informare il datore di lavoro della donna che Nataliya era morta. In seguito venivano avvisati i Carabinieri che si recavano nell'abitazione a Gradara e scoprivano il cadavere della vittima. L'ottantenne quindi veniva fermato e confessava di aver ucciso la moglie. Il delitto sarebbe avvenuto nel corso della notte tra il 25 e il 26 dicembre. Secondo quanto riferito dal marito della vittima, Nataliya si sarebbe opposta alla richiesta di avere un rapporto sessuale. L'uomo sarebbe andato in su tutte le furie al punto da impugnare un coltello e colpire più volte la donna fino a stroncarle la vita.

L'anziano inoltre sospettava di essere tradito, tanto da accusare il ristoratore dove la moglie lavorava di aver avuto una relazione con lei. Da ulteriori ricostruzioni emergeva che Cangini aveva dormito con il cadavere in casa e il giorno seguente si sarebbe comportato come se nulla fosse successo, nel pomeriggio, dopo pranzo, sarebbe uscito e vagando in stato confusionale per le campagne limitrofe, incontrava un conoscente al quale confessava il delitto. Quest'ultimo però non segnalava l'accaduto. L'ottantenne poi, faceva ritorno a casa e solo più tardi telefonava al ristorante dove lavorava la moglie. Dall'esito di quella conversazione furono allertati i Carabinieri.

Cangini fu condotto in carcere con l'accusa di omicidio volontario.  L'esame autoptico disposto dalla Procura avrebbe rilevato almeno sette coltellate inferte alla vittima. Nataliya si sarebbe difesa durante l'aggressione e, probabilmente, nelle fasi antecedenti alla colluttazione sarebbe stata colpita di sorpresa. In base alle ricostruzioni,  la donna aveva paura del marito, tanto che in due precedenti notti avrebbe dormito in un alloggio diverso dall'abitazione di Fanano per stare lontano da lui. Il matrimonio, risalente a dieci anni prima, era in crisi, infatti l’ uomo avrebbe riferito ai militari di volersi separare dalla moglie e tornare in Germania dai suoi quattro figli adulti, avuti da una precedente relazione.

Nel maggio del 2022, in seguito alla chiusura delle indagini fu disposto il giudizio immediato per  Cangini, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall'aver ucciso un prossimo congiunto. Il 25 maggio 2022 l'imputato fu condannato a 24 anni di reclusione dalla Corte d'Assise di Pesaro. Le motivazioni della sentenza definirono il delitto un barbaro eccidio di particolare efferatezza, il cui movente non era da ricercare nella gelosia, ma nelle profonde radici culturali di uno stereotipo di genere basato sul dominio dell'uomo sulla donna.