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Il femminicidio di Elisa Mulas e Simonetta Fontana a Sassuolo

Nabil Dhahri, il 17 novembre 2021 uccide l'ex compagna Elisa Mulas, 43 anni, la madre di lei, Simonetta Fontana, 64 anni, e i due figli della coppia, Ismaele e Sami, 2 e 5 anni.‍

Elisa Mulas e Simonetta Fontana

Nel pomeriggio del 17 novembre 2021 avveniva il quadruplo omicidio  nella casa della madre della vittima a Sassuolo in provincia di Modena. L'arma utilizzata per gli efferati 4 omicidi un coltello, lo stesso che l'uomo usava su di se al termine della mattanza per togliersi la vita.

Il bisnonno di 97 anni, Renzo Fontana, padre della signora Simonetta, si trovava a letto, in precarie condizioni di salute e fu risparmiato dalla furia omicida. Fortunatamente non ha assistito alla strage e non si sarebbe accorto di nulla.

Dhahri di origini tunisine, viveva da anni a Sassuolo e lavorava in un supermercato della zona. La signora Mulas, originaria di Sassari (Sardegna), si occupava di lavori saltuari nel Modenese. La donna aveva anche un'altra figlia di 11 anni, nata da una precedente relazione, che al momento del delitto era a scuola.‍

E' grazie alla ragazza che veniva scoperto il drammatico evento poichè, tornata a casa, aveva trovato la porta chiusa e nessuno che le apriva. Veniva quindi allertato il Commissariato di Polizia di zona. Varcata la soglia, furono rivenuti i cinque cadaveri. L'undicenne, rimasta orfana, veniva affidata dai servizi sociali a una casa famiglia.‍

Al termine della relazione tra la Mulas e il Dhahri, l'uomo non accettava l'epilogo ed aveva cominciato a molestare e minacciare di morte la donna.

L'autore del delitto avrebbe inviato, due giorni prima degli omicidi-suicidio, un messaggio vocale alla vittima che recitava: "Se non mi fai vedere i bambini, ricordati che ti ammazzo".

Tuttavia non risultavano denunce, né segnalazioni ai servizi sociali e ai centri antiviolenza. Elisa Mulas, insieme ai figli, si era trasferita da circa un mese a casa della madre. Ella comunque consentiva all'ex compagno di recarsi nell'abitazione per vedere i bambini.‍

La signora Mulas già in precedenza era stata maltrattata dal padre della prima figlia.

si trattava di un uomo originario del Marocco, nel 2010 però, la donna sporse denuncia nei confronti dell'uomo, che nel 2012 venne condannato a 8 mesi per stalking, poi prescritti. La Corte d'Appello aveva tuttavia confermato la perdita della potestà genitoriale dell'uomo sulla primogenita.‍

Il signor Renzo Fontana fu trasferito in una casa di riposo di Sassuolo dove morì pochi giorni dopo il massacro, il 23 novembre 2021.‍