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Il femminicidio di Gabriela Trandafir e Renata Alexandra Trandafir a Cavazzona di Castelfranco Emilia

Renata Alexandra, 22 anni, e sua madre Gabriela Trandafir, 47 anni, venivano trovate morte nel pomeriggio di lunedì 13 giugno 2022 nell’appartamento a Cavazzona, frazione del comune di Castelfranco Emilia in provincia di Modena.

Gabriela Trandafir e Renata Alexandra Trandafir

Ad ucciderle era stato il marito della donna, Salvatore Montefusco, ex imprenditore di 69 anni, originario della Campania. L'uomo dopo il delitto si era recato in un bar della zona, con i vestiti ancora sporchi di sangue e aveva chiesto ai presenti di chiamare i Carabinieri. I militari giunti sul luogo lo hanno sottoposto a fermo e, al contempo, si sono recati nell'abitazione familiare dove ritrovavano i corpi senza vita delle due donne, originarie della Romania.

L’ex imprenditore era noto alle forze dell'ordine perché negli anni '90 era stato collaboratore di giustizia testimoniando contro il clan dei Casalesi e facendo arrestare 16 persone. Montefusco aveva avuto tre figlie da un primo matrimonio, poi la separazione e l'incontro con Gabriela, da cui era nato un altro figlio, non ancora maggiorenne, la donna,  a sua volta, aveva avuto la figlia Renata Alexandra da un precedente rapporto.

In passato Gabriela aveva denunciato il marito, per maltrattamenti in famiglia e per atti persecutori, appropriazione indebita e furto. Anche Montefusco, però, aveva sporto querela nei confronti delle due vittime per maltrattamenti in famiglia e lesioni volontarie.

I procedimenti per maltrattamenti in famiglia, erano però stati archiviati, la donna aveva fatto opposizione e l'udienza avrebbe dovuto svolgersi nella giornata del 14 giugno 2022 al Tribunale di Modena. Sempre nella stessa giornata era programmata anche la prima udienza davanti al giudice civile del Tribunale di Modena per la separazione tra i due coniugi. Salvatore Montefusco riferiva durante gli interrogatori che le due vittime quel giorno erano ritornate a casa dopo un incontro con il loro avvocato. In quel frangente le donne lo avrebbero deriso, intimandogli che di lì a breve lui avrebbe dovuto lasciare l'abitazione. I rapporti fra loro erano tesi ed era in corso una battaglia legale dopo la presentazione di varie denunce e il procedimento per la separazione. L'uomo, a quelle parole sarebbe andato su tutte le furie, imbracciato il fucile a canne mozze, irregolarmente detenuto, che aveva conservato per paura di eventuali attacchi da parte dei Clan, rincorreva le due donne sparando fino ad ucciderle. Al termine dell'interrogatorio, Montefusco è stato condotto in carcere con l'accusa di duplice omicidio volontario pluriaggravato. Tre giorni dopo, davanti al giudice per le indagini preliminari, il reo confesso confermava le proprie responsabilità,‍ confessando che Gabriela, dopo essere stata colpita, ha cercato di nascondersi nella camera del figlio minorenne. Nel frattempo Renata Alexandra aveva tentato di superare il recinto del cortile per scappare, ma il patrigno non le avrebbe dato scampo. Dopo aver trovato la moglie, che si riparava dietro al figlio e che il giovane riusciva a scappare, l’uomo la colpiva a morte. Il ragazzo terrorizzato si allontanava dall'abitazione mentre l'uomo si recava al bar, dove veniva preso in custodia dai Carabinieri.‍