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Il femminicidio di Nadia Bergamini a Latina

Nadia si spegneva  nella giornata di venerdì  il 14 gennaio 2022 all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.‍

Nadia Bergamini

Seduta sulla sedia a rotelle Nadia chiedeva assistenza al genero forse per una volta di troppo, egli esasperato l’avrebbe violentemente percossa fino a farla cadere a terra. Dopodiché si sarebbe comportato come se nulla fosse successo. La figlia rincasando trovava la mamma stesa a terra agonizzante, a nulla è valso il ricovero in ospedale e il delicato intervento chirurgico cui veniva sottoposta, la settantenne non è riuscita a sopravvivere.

Nadia si spegneva nella giornata di venerdì, 14 gennaio 2022 all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.‍

L’aggressore, il genero, Antonio Salvatore Zappalà, 44 anni, era originario della Sicilia e già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti. Sul caso è stata subito allertata la Polizia che ha accompagnato Zappalà in questura. Sugli indumenti che indossava sarebbero state notate delle tracce di sangue, l'uomo però si è dimostrato confuso negando di aver mai aggredito la suocera. Gli accertamenti delle forze dell’ordine hanno però permesso di procedere all’arresto  con l'accusa di lesioni gravissime perpetrate ai danni della vittima. Sono stati alcuni vicini che con la loro testimonianza hanno permesso la ricostruzione dei fatti. Già in passato fra suocera e genero ci sarebbero stati contrasti per questioni familiari, inoltre non si esclude che  l'uomo fosse sotto l'effetto di alcolici mentre aggrediva la suocera.

Zappalà, interrogato dal giudice per le indagini preliminari il successivo 17 gennaio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti è stata convalidata la custodia cautelare in carcere. I  risultati dell'autopsia hanno evidenziato che il corpo della donna era disseminato di ematomi compatibili con le reiterate percosse ipotizzate dagli inquirenti.