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  • Manuela Troilo

IL CASTELLO ERRANTE di Maria Grazia Morsella

Le fiabe contemporanee probabilmente sono meno celebri di quelle classiche a cui siamo abituati fin da bambini, ma non per questo sono meno significative.

Nel 2005 viene pubblicato in Italia "Il castello errante di Howl", romanzo fantasy scritto nel 1986 da Diana Wynne Jones e reso celebre dalla trasposizione cinematografica animata del geniale Miazaki e del suo studio grafico "Ghibli".



Il libro racconta la storia di una giovane ragazza, Sophie, maggiore di tre sorelle, pacata e responsabile che lavora nel negozio di cappelli di famiglia a Ingary, ridente cittadina del Galles dove umani e maghi convivono tranquillamente tanto che una delle sorelle di Sophie è apprendista di una strega. La fiaba in sostanza racconta di un groviglio di eventi in cui vengono coinvolti diversi personaggi; ci sono lotte di potere tra maghi tra i quali la Strega delle Lande Desolate gelosissima di Howl, un bellissimo, potente e affascinante mago, celebre più per le sue conquiste femminili che per i suoi incantesimi.

La strega per gelosia trasformerà la giovane Sophie in una vecchina di 90 anni dopo che la ragazza ha avuto un incontro con il mago.

Non potendo continuare a fare la stessa vita di prima, resa irriconoscibile dalle nuove sembianze, Sophie va in cerca di avventure e sarà ospitata proprio nel castello del mago Howl.

Il castello errante è il vero protagonista di tutta la storia: è un'abitazione in continuo movimento e in continua trasformazione che può aprire dei portali e permettere ai suoi abitanti di spostarsi almeno in quattro luoghi diversi. Il castello simboleggia tutta la psicologia del mago Howl: un uomo che non può e non vuole fermarsi; pensa di ancorarsi alla propria libertà stando in continuo movimento, protetto dal castello che si muove con lui; ma diventa prigioniero della paura di fermarsi e non può fare a meno di fuggire, diventando schiavo dei suoi stessi spostamenti..

Il mago Howl appare come un giovane uomo superficiale, immaturo e infantile; si dice che seduca giovani ragazze e che poi divori loro il cuore.

Sophie iniziando a vivere nel castello comprenderà subito che il mago non è affatto il mostro che tutti descrivono e che, in realtà, è un uomo fragile che vuole nascondere la sua vera natura perché ha paura di amare e non vuole essere ferito.

Il castello è tenuto in vita da demone Calcifer che è un demone di fuoco e che con le sue fiamme alimenta la magia che permette alla casa di animarsi, scaldarsi, spostarsi, trasformarsi.

Calcifer è costretto a "servire" Howl, è praticamente un suo schiavo poiché i due hanno fatto un accordo sigillato da un incantesimo. Il demone è scontroso e poco ospitale ma in breve inizierà un rapporto di sincera amicizia con Sophie che si impegnerà a rendere la libertà al demone. Sophie scopre che nel corpo di fuoco del demone arde il cuore di Howl. Calcifer rappresenta la passione, il fervore, la vitalità del giovane mago che lo trattiene nel castello per fargli custodire il proprio cuore e per sfruttare il suo fuoco inesauribile. Il castello è vivo grazie al fuoco di Calcifer alimentato dal cuore di Howl che a sua volta viene tenuto in vita dal fuoco: uno senza l'altro non può esistere; Howl è il suo castello che è a metà tra dimora e prigione, tra rifugio e condanna: il mago si è privato volontariamente del cuore proprio perché non sa amare eppure nel contempo ha paura di rinunciare all'amore e vuole custodire il suo cuore al sicuro, nel fuoco, una materia viva ed inesauribile, un surrogato dell'amore.

Un altro abitante del castello è l'orfano Michael Fisher, apprendista del mago, che, per ricambiare l'ospitalità di Howl, sarà il suo segretario, tenendo la contabilità, sbrigando commissioni. Rappresenta la parte razionale di Howl, quella che lui ha delegato ad un altro per mantenersi fedele all'immagine di mago tenebroso e divoratore di cuori femminili.

Abitando nel castello, Sophie si dedica a riordinare e fare le pulizie; interagendo con gli altri abitanti riuscirà a cambiare le dinamiche dei rapporti tra di loro soprattutto per il suo approccio con il mago. Sophie al contrario di Howl non è ossessionata dall'aspetto esteriore: la trasformazione in vecchina le ha dato sicurezza, autorevolezza, e la possibilità di essere sullo stesso piano del mago. Lei non teme Howl: tra i due si instaura un rapporto di solidale complicità, di amicizia consapevole. Howl sa benissimo che Sophie è vittima di un incantesimo del quale si sente responsabile; inizialmente sarà benevolo con lei a causa dei propri sensi di colpa; poi scoprirà le qualità di Sophie, la sua lealtà e sincerità, inizierà a fidarsi di lei, a condividere i suoi pensieri, i suoi ricordi, le sue debolezze e i due finiranno per innamorarsi.

Nel libro ci sono molti altri personaggi più o meno marginali che contribuiscono allo sviluppo della storia; storia complessa ed articolata che non vorrei raccontare per intero per lasciare la possibilità di leggere il libro.

Nella trasposizione animata di Miazaki ci sono varie differenze rispetto al libro.

Miazaki inserisce nel suo film una presenza oscura: lo spettro della guerra, elemento totalmente mancante nel libro e che invece nel film ha un ruolo fondamentale per riabilitare il personaggio di Howl: infatti il mago dimostrerà tutto il suo valore proteggendo i deboli, schierandosi dalla parte degli indifesi, a rischio della sua stessa vita.

Nel romanzo, quando la storia si conclude e tutti sono liberi di tornare alle loro vite di prima, quando Sophie recupera le sue sembianze, Calcifer è libero dall'incantesimo, Howl ha acquisito consapevolezza di sé e non vuole più fuggire, tutti i personaggi sceglieranno di restare insieme nel castello. Il tempo trascorso insieme, la condivisione del tempo, degli spazi, delle abitudini ha trasformato dei perfetti estranei in una famiglia. La modernità di questa fiaba contemporanea sta ne voler dare ad ogni cosa il giusto valore: rivalutare l'importanza dell'aspetto fisico, accettare la possibilità di rimettersi in gioco, diventare adulti; accettare la possibilità che persone non consanguinee, unite soltanto da un affetto reciproco possano dare vita ad un nuovo modello di famiglia, con o senza un pizzico di magía.

Testo di Maria Grazia Morsella.


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