Le emozioni presenti nelle favole L'INVIDIA

L'invidia è un moto dell’anima tanto velenoso quanto inconfessabile: è la stretta che si prova quando si esce perdenti da un confronto sociale. Si sperimenta quando un altro ha qualcosa che noi vorremmo: oggetti, posizione sociale, o qualità come la bellezza, il talento o il successo in amore. È la sofferenza dovuta a un confronto perdente con qualcuno, in un campo che è importante per la persona. Può essere un’emozione, cioè la “stretta” provata quando si viene a sapere che un altro ci ha superato, o diventare un sentimento duraturo: uno stato di malessere e inadeguatezza, con malevolenza verso la persona invidiata, ma anche più in generale verso il mondo.

Dante, nella Divina Commedia, mette gli invidiosi in purgatorio, con le palpebre cucite da fil di ferro: così sono chiusi gli occhi che invidiarono e gioirono dalla vista dei mali altrui.

Anche un’altra caratteristica dell’invidia la rende difficile da ammettere, persino a se stessi. Si prova soprattutto per chi è simile, per le persone che si considerano paragonabili come condizioni di partenza.

Nelle fiabe spesso troviamo l'archetipo dell'invidia tra sorelle come nella bella e la bestia, e ancora di più tra le sorellastre come in cenerentola che invidiose le stracciano il vestito che con impegno si era cucita cercando di rimettere insieme i pezzi lasciati in giro dalla loro incapacità. E da notare che l'invidia si riscontra più spesso nel mondo femminile delle fiabe ma purtroppo anche nella realtà. La matrigna di Biancaneve che arriva a volerle strappare il cuore perchè doveva restare la più bella! Sono innumerevoli le metafore dell'invidia nelle fiabe e vi invito a ricordare i vari personaggi e a considerare la fine misera che quasi sempre avrebbero dovuto affrontare. Infatti l’invidia è velenosa anche per chi la vive.

«È spiacevole. Si provano senso di inadeguatezza e inferiorità. Si ha la sensazione che il vantaggio dell’altro non sia meritato, con frustrazione, perché si pensa di non riuscire a ottenere la stessa cosa. Inoltre chi tende a essere invidioso rischia, di non apprezzare le proprie abilità in senso assoluto, ma di valutarle solo se confrontate con quelle di altri che appaiono migliori: questo diminuisce l’auto-valutazione» dice Smith.

L’invidia è dolorosa, come ha mostrato uno studio condotto da un team di scienziati giapponesi. Che hanno analizzato con la risonanza magnetica funzionale cosa accadeva nel cervello dei partecipanti, a cui veniva chiesto di immedesimarsi in situazioni con diversi personaggi. Di fronte a quelli simili a loro, ma più brillanti su aspetti per loro rilevanti, scattava l’invidia. E nel loro cervello aumentava l’attivazione della corteccia cingolata anteriore dorsale: tanto maggiore quanto più intensa era l’invidia che il partecipante diceva di provare.

«La corteccia cingolata anteriore dorsale è legata all’elaborazione del dolore fisico o sociale» spiega Hidehiko Takahashi del giapponese National institute of radiological sciences, che ha guidato la ricerca. L’attivazione in questa regione cerebrale si ha per esempio in risposta a un dolore sociale, come il senso di esclusione. E può quindi riflettere la caratteristica dolorosa di un’emozione legata al confronto sociale come l’invidia, con la sensazione di essere esclusi da un campo per sé rilevante. da www.focus.it

32 visualizzazioni1 commento
06_La_Demoiselle_de_Céret